Asppi verso il futuro

Pubblicata il: 03 Ottobre 2022

Asppi verso il futuro

ASPPI, nata nel 1948, deve diventare sempre più un sindacato attento ai bisogni dei residenti, nei quartieri, nei rioni di paesi e città, costruire proposte e se necessario rivendicazioni nei confronti delle Amministrazioni pubbliche, essere parte attiva dei comitati e delle aggregazioni di cittadini impegnate a rendere più vivibile la città.

Gran parte delle tensioni presenti fra i proprietari di immobili haorigine nel livello della tassazione immobiliare e nei suoi elementi di iniquità, perciò è necessaria una fiscalità equa. Tra Imu, Iva e imposta di registro, le tasse sugli immobili hanno raggiunto i 35,5 miliardi nel 2021. Una cifra record con l’imu a farla da padrone (21,7 miliardi).

La considerazione principale è che il carico fiscale sulla proprietà degli immobili è già a livelli altissimi ed è aumentato in modo inversamente proporzionale al valore degli immobili che ha contribuito a deprimere.

Il catasto è uno strumento da riordinare, soprattutto per censire quella parte di patrimonio oggi non censito, per superare le attuali iniquità nella attribuzione dei valori, ma il riordino non deve tradursi in un aggravio insostenibile per gran parte dei proprietari immobiliari.

Il tema, per ora è stato risolto rinviando al 2026 ogni decisione per l’utilizzo dei nuovi valori.

Per Asppi il catasto dovrà rivestire un carattere prevalentemente reddituale, superando la tentazione di assegnare ad esso un carattere “patrimoniale”. In altri termini, il valore degli immobili va misurato sulla loro possibilità di rendimento effettivo.

Già oggi da questo punto di vista vi sono iniquità insostenibili che vanno affrontate e superate; prima fra tutte il pagamento dell’IMU per quegli immobili (ad uso abitativo, ma soprattutto ad uso commerciale) che hanno perso ogni valore commerciale (o l’hanno visto calare drasticamente): immobili invenduti da molti anni e che rimarranno tali; immobili sfitti da tempo con nessuna o pochissime possibilità di essere collocati sul mercato; immobili per cui si di (deve?) corrispondere un’imposta su un valore di fatto inesistente.

Su questi temi ASPPI intende incalzare Governo Parlamento e Comuni

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