Emergenza Canoni. Le richieste di ASPPI al Governo

Pubblicata il: 28 Novembre 2020

La maggioranza dei locatori di immobili, costituita da piccoli proprietari che hanno impegnato il proprio patrimonio
in uno o più immobili destinati a produrre reddito, spesso essenziale per il bilancio famigliare, è pesantemente colpita dall’emergenza Covid.
Moltissimi i casi in cui questo reddito viene a mancare per la perdita di affittuari o per morosità negli affitti di pubblici esercizi, di negozi e di abitazioni. Quindi i locatori rientrano a pieno titolo fra le categorie per le quali vanno previsti i necessari ristori. In mancanza di questi, dall’emergenza si uscirà con un mercato dell’affitto percorso da tensioni ingovernabili a danno di locatori ed inquilini.

Asppi chiede anche di correggere immediatamente scelte sbagliate come il blocco degli sfratti, senza distinzione delle reali condizioni economiche dell’inquilino e senza prevedere alcun indennizzo per i locatori, che continuano a pagare tasse in assenza di reddito da affitto.

Asppi richiede anche alcuni provvedimenti da inserire
nella Legge di Bilancio:
• Esenzione delle tasse per canoni non riscossi
• Esenzione IMU per immobili sfitti
• Usufruire della Cedolare secca per chi rinegozia,  riducendolo, il canone
• Il credito d’imposta del 60%, riservato a conduttori  che hanno visto ridotto il fatturato, va ampliato agli altri settori delle varie professioni e servizi penalizzati dall’emergenza.
Asppi garantisce, anche nell’emergenza, la piena funzionalità delle sue sedi con tutte le garanzie di sicurezza previste.

 

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