Salvaguardiamo la Cedolare secca

Pubblicata il: 12 Ottobre 2022

Salvaguardiamo la Cedolare secca

L’emergenza covid ha visto il riproporsi concezioni e atteggiamenti che speravamo superati da tempo, quali l’idea che spetti ai proprietari farsi carico di funzioni assistenziali che competono allo Stato e che i locatori vanno lasciati a sé stessi; l’idea infine che le regole proprie del mercato dell’affitto si possano infrangere impunemente senza conseguenze di lungo periodo. Sono concezioni e atteggiamenti che abbiamo visto e vediamo nel lavoro di legislatori, Prefetti, Sindaci e in una parte della stampa: non in modo generalizzato certo, ma con un’ampiezza preoccupante.

Ciò deve spronarci a condurre una grande battaglia sindacale, politica, cultuale in difesa del mercato dell’affitto e delle sue regole. Siamo per politiche abitative inclusive, che non lascino indietro famiglie di inquilini a basso reddito, ma a questo fine è necessaria l’azione pubblica: per sostenere direttamente le famiglie a reddito più basso, per incrementare l’edilizia pubblica, per incentivare investitori disposti a realizzare anche edilizia sociale.

La necessaria centralità delle politiche per l’affitto La domanda di affitto è destinata a crescere, non solo da parte di chi non può accedere alla proprietà, ma anche da parte di chi sceglie l’affitto sulla base dei suoi progetti di vita e di lavoro. Contestualmente crescerà una domanda di qualità: abitazioni meno energivore, dotate di buoni servizi, collocate in aree sicure e ben servite. Per favorire l’incontro fra la domanda e l’offerta vanno mantenute le agevolazioni fiscali conquistate in questi anni, a partire dalla cedolare secca con aliquota ridotta per i contratti a canone concordato.

Occorre seguire con attenzione che eventuali colpi di mano non mettano in discussione la Tassa piatta per gli affitti concordati. Continueremo a batterci affinché la possibilità di accedere alla cedolare venga offerta anche ai contratti di locazione commerciale oggi ingiustamente penalizzati, sul piano fiscale e in ragione di meccanismi contrattuali vincolistici e obsoleti. Non si risolleva un settore in crisi profondissima senza mettere mano a queste questioni.

I contratti a canone concordato hanno dimostrato in questi anni una forte vitalità garantendo un effettivo calmieramento dei canoni. Proprio per questo è oggi assolutamente indispensabile garantire le agevolazioni per i concordati in tutti i comuni d’Italia estendendo la contrattazione territoriale anche laddove oggi non si realizza.

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